Dopo le Magnifiche 7: chi sono i nuovi vincitori dell'AI secondo JP Morgan AM
La taiwanese TSMC è sesta al mondo per capitalizzazione, trainata dai semiconduttori per l'AI.
Samsung è decima al mondo, con il business dei semiconduttori come driver principale.
La coreana SK Hynix è sedicesima al mondo, emblema del riposizionamento dei portafogli sull'AI.
Il framework delle Magnifiche 7 non regge più
Per anni, l'approccio più semplice all'esposizione tecnologica consisteva nell'acquistare uno qualsiasi dei grandi nomi del Nasdaq — Meta, Apple, Microsoft, Google-Alphabet — con la quasi certezza di ottenere rendimenti elevati. Quel modello, secondo JP Morgan Asset Management, è oggi obsoleto. Maria Paola Toschi, global market strategist della società, ha presentato l'outlook per il secondo semestre 2026 con una lettura netta: le Magnifiche 7 sono un concetto superato, e il mercato si è già mosso oltre.
Questo non significa che i grandi hyperscaler abbiano perso rilevanza. Significa che non si muovono più come un blocco omogeneo, e che la correlazione tra questi titoli si è ridotta significativamente. Le opportunità — e i rischi — si sono distribuite lungo una catena del valore più ampia e più globale.
Dalla concentrazione sugli hyperscaler alla catena del valore AI
Il cambio di paradigma ruota attorno a un'osservazione precisa: la crescita degli utili non si sta concentrando negli hyperscaler che investono in data center, ma negli operatori che abilitano quella infrastruttura. Produttori di chip, fornitori di hardware specializzato, aziende di semiconduttori avanzati: sono questi i segmenti in cui la crescita dei fondamentali è più marcata.
Gli hyperscaler — società con enormi disponibilità di cassa e capex massicci destinati alla costruzione di data center — restano attori fondamentali del ciclo AI. Ma il rendimento aggiuntivo, secondo la lettura di JP Morgan AM, si trova sempre più a monte e a valle di quella catena, non nel suo centro.
Asia in primo piano: Corea e Taiwan ridisegnano la mappa degli investimenti
Uno degli effetti più visibili di questo riposizionamento è la crescita del peso dei mercati emergenti asiatici nei portafogli globali. Indici come quelli di Corea del Sud e Taiwan hanno registrato performance eccezionali, trainati proprio dall'esposizione alla filiera dei semiconduttori.
I numeri parlano chiaro: TSMC è oggi sesta al mondo per capitalizzazione con circa 2.260 miliardi di dollari, Samsung è decima con 1.445 miliardi, SK Hynix sedicesima con 1.184 miliardi. Tre società asiatiche con al centro il business dei chip, tutte posizionate tra le prime diciassette aziende più capitalizzate del pianeta. Un dato che fotografa con precisione il senso del riposizionamento in atto.
Valutazioni: i multipli sono ancora razionali?
Una domanda legittima riguarda le valutazioni: con mercati ai massimi e titoli tech che continuano a correre, il rischio di bolla è reale? Secondo Toschi, la risposta è articolata. Guardando ai cosiddetti PEG ratio — che mettono in relazione i prezzi con la crescita storica degli utili — le valutazioni di settori come software e semiconduttori risultano ancora ragionevoli. Il motivo è che la crescita degli utili è stata così sostenuta da comprimere i multipli anche in un contesto di forte apprezzamento dei corsi azionari.
In altre parole, i prezzi salgono, ma gli utili crescono a un ritmo superiore. JP Morgan AM parla esplicitamente di una corsa dei mercati finora giustificata dai fondamentali, non da aspettative speculative. Questa distinzione è rilevante per chi deve allocare capitali: non si tratta di un mercato che si regge solo sulla narrativa AI, ma di uno sostenuto da risultati aziendali concreti.
Il ruolo dell'Europa: assente dalla corsa tech, utile nella diversificazione
L'Europa rimane sostanzialmente estranea al tema della crescita tecnologica legata all'AI. JP Morgan AM lo riconosce senza ambiguità: il continente è fragile, anche politicamente, rispetto agli Stati Uniti e ai grandi colossi asiatici. Il gap nell'ecosistema tech europeo non è colmabile nel breve termine.
Eppure questa debolezza strutturale può trasformarsi in un vantaggio tattico all'interno di un portafoglio geograficamente diversificato. Chi investe massicciamente su USA e mercati emergenti asiatici si espone in modo crescente alla catena del valore AI e al comparto tech in generale. L'Europa, con i suoi investimenti concentrati su difesa e infrastrutture, diventa un elemento di bilanciamento reale, capace di ridurre la correlazione complessiva del portafoglio.
La rotazione settoriale si è fermata: il tech rimane dominante
A fine 2025 e inizio 2026, sembrava avviarsi una rotazione dai titoli tecnologici verso altri settori. Quella dinamica si è interrotta. Secondo Toschi, la crisi in Medio Oriente ha contribuito a smorzare quel processo, ma la vera ragione è più profonda: la tecnologia rimane il tema centrale e dominante dei mercati. Non è una questione congiunturale legata a eventi geopolitici, ma una conferma della traiettoria strutturale in atto.
Lettura strategica per chi gestisce portafogli e asset aziendali
L'analisi di JP Morgan AM offre alcune indicazioni operative concrete. Primo: guardare oltre i soliti nomi. L'esposizione all'AI non passa più solo attraverso le grandi piattaforme americane, ma attraverso un ecosistema più ampio che include semiconduttori, infrastrutture di calcolo e mercati asiatici. Secondo: le valutazioni, pur elevate in termini assoluti, sono ancora supportate da fondamentali solidi — un elemento da monitorare, non da ignorare. Terzo: la diversificazione geografica, inclusa l'Europa, mantiene senso strategico proprio perché riduce l'esposizione concentrata al tech.
Per i decision maker aziendali che valutano dove allocare risorse finanziarie o da cui trarre ispirazione per leggere il contesto competitivo, il messaggio è chiaro: il ciclo dell'AI non è finito, ma si è fatto più complesso. Richiede una lettura più granulare, meno legata ai brand storici e più attenta alla struttura reale della catena del valore.
Cosa significa per le aziende italiane
- I portafogli con esposizione esclusiva alle Magnifiche 7 rischiano di perdere rendimento rispetto a chi ha diversificato lungo la catena del valore AI, includendo semiconduttori e mercati asiatici.,Aziende che valutano partnership o investimenti in tecnologia AI devono considerare fornitori e abilitatori dell'infrastruttura — chip, hardware, cloud specializzato — come attori strategici al pari delle grandi piattaforme.,La tenuta dei fondamentali tech (utili in crescita superiore ai prezzi) riduce il rischio di bolla nel breve termine, ma richiede monitoraggio costante delle aspettative di crescita degli utili come indicatore guida.
Vuoi capire come questa tecnologia può impattare la tua azienda?
Parla con il team Keonse